Inizierei proprio dalla fine… da dove sono adesso….sei mesi vivendo in questa nuova cittá: Madrid, cercando con tutte le mie forze di riaffermare le mie capacitá, la mia creatività, e mi ritrovo ancora senza ricordarmi dove sia la ñ su questa maledetta tastiera e pensando di cambiare lavoro.
Ma quante innumerevoli volte dovró cambiare, in questa meravigliosa tierra España, in una cittá che si muove che cresce e che consente a noi giovani e pretenziosi architetti di credere ancora nella nostra professione.
A questo punto iniziano i ringraziamenti.
Ringrazio e credo a nome di tanti, tanti amici di universitá, tutte quelle persone, le “grandi menti pensanti”, di avermi fatto capire, che le ore , le settimane, aspettando una revisione, o le lunghe attese ascoltando un emerito dagli occhi semisocchiusi, non siano state altro che una nube di fumo denso.
Solo adesso si dirada , adesso che cercando di nuovo lavoro mi ritrovo a dover ribattere un’altra volta agli Architetti di qua” che non è poi tanto vero che noi architetti italiani sappiamo solo la teoria di quello che facciamo.
Ebbene si, non voglio generalizzare, perchè ritengo la mia preparazione all’altezza di quello che mi si propone, forse adesso ho la possibilitá di dimostrare che l’architetto non debba solo costruire “la casa dell’uomo”, ma spingersi molto piú in la.stiamo a vedere